Con il maggior numero di partecipanti (32 persone e 1 bambino) con i passaggi più arditi,
gli stambecchi più veloci e condizioni atmosferiche favolose.
Durante questo weekend di fine estate i più coraggiosi del GAIZ si sono cimentati in temerari percorsi per salire in cima agli alberi e passare poi da un albero all’altro. Nel parco a funi di Interlaken avevamo a disposizione vari tracciati, nei quali era richiesto buon senso di equilibrio, abilità e coraggio.
Incuriositi - e già un po’ nervosi - abbiamo ascoltato l’introduzione nell’ uso della carabina e agganci tirolesi. E poi via, da una piattaforma alta quasi tre metri, con lo stomaco in subbuglio e il tremore alle ginocchia, mentre le battute spavalde pian piano si affievolivano… beh, quasi con la senzazione di “farsela un po’ addosso”! Su ponti di corda traballanti, lunghi cavi d’acciaio e tronchi di legno di varie forme e misure ci siamo spostati a piedi incerti da una piattaforma all’altra - sempre più in alto.
Detto questo sembra abbastanza comprensibile che alcuni, già dopo il primo esercizio, avessero una faccia pallida… (forse non avrebbero dovuto iniziare con il percorso di media difficoltà chiamato “picchio” !?!). Io pure mi chiedevo, in bilico su una corda di acciaio lunga 200m e a ca. 20m dal suolo “ma chi me lo ha fattofare..?” Però una volta avviati non c’era via di scampo, non si poteva più tornare indietro, quindi chiudi gli occhi e via!
Alla fine siamo giunti tutti sani e salvi al tragurdo, con una carica non indifferente di adrenalina in corpo, con la gioia e l’orgoglio di aver vinto la paura e di aver alzato di non poco i nostri limiti. Premiati con un delizioso barbecue e un buon bicchiere di vino.
I più temerari decisero persino di cimentarsi con “la pista nera” che alla partenza era così descritta: “Percorso difficile con esercizi impegnativi ed estenuanti, piattaforme fino a 20m di altezza”.
Tuttavia, già nel primo tratto si sentirono le risate nel vedere Daniel bilanciarsi su un cavo di acciaio a 10m dal suolo trattenendosi ad un barile più alto di lui, ed anche sulla faccia di Fabio si notava da lontano lo sforzo e la fatica. Persino ad Antonio per la prima volta sono rimaste in gola le note di “O sole mio”. Eppure sono stati loro gli unici a vincere la sfida del percorso con gli elementi più difficili! Complimenti!
La maggior parte trascorse il resto del pomeriggio al “Balmers Tent Village” distesi su un’ amaca con una birra in mano a godersi gli ultimi raggi di sole e ad aspettare l’appuntamento successivo: La cena! Dopodichè - e a stomaco pieno - i giovani si immersero nella vita notturna di Interlaken per constatare ben presto che nessuno qui parlava tedesco… sentirsi quasi gli unici “turisti locali” e stranieri in patria!
Non tutti hanno trascorso la notte - a circa 5-8°C - riposandosi in egual maniera. Uno di loro è stato svegliato da una palma nella tenda, un altro dalle risatine e dai rumori notturni della tenda accanto.
Tuttavia partimmo tutti, il mattino successivo e con un tempo favoloso, alla volta del Niederhorn. Arrivati in cima ci aspettava una veduta mozzafiato sul panorama alpino dell’Oberland Bernese con Eiger, Mönch e Jungfrau.
Qui abbiamo diviso la nostra squadra in tre gruppi – come d’abitudine nella settimana bianca: Il gruppo Easy scelse la via diretta dalla cima al posto del bivacco, il gruppo Turistico scelse la via sulla cresta della montagna per deviare poi con un sali e scendi continuo in mezzo alla natura incontaminata fino al bivacco, mentre il gruppo Speedy decise di aggiungere ancora un tratto e salire fino al Gemmenalphorn. A guidare il gruppo Turistico una volta tanto non era Piero ma Nils e Timo era alla testa del gruppo Speedy. Eh sì, i piccoli di Benny e Nico si sono rivelati dei veri e velocissimi stambecchi esperti della montagna!
Siamo rimasti in ogni caso stupiti nel vedere tutti e tre i gruppi raggiungere quasi contemporaneamente il posto del ristoro (correva voce che il gruppo Easy, guidato da Koni, avesse involon-tariamente allungato di non poco il percorso?!?). Anche questa tappa, in quanto a mangiare e bere, è stata degna del GAIZ… Soltanto il meritato e agognato pisolino venne ridotto al minimo per via del viaggio di ritorno.
Un meraviglioso e avventuroso weekend volgeva al termine. Le scottature, il mal di gambe e la pancia piena ci fecero pensare ancora per qualche giorno a queste bellissime ore trascorse insieme.
Io mi sto già pregustando il seguito…
A presto
Sara
